Gestione del turismo, è ancora Barcellona a dare l’esempio

Gestione del turismo, è ancora Barcellona a dare l’esempio

(Immagine da Le Monde: abitanti di Barcellona che reclamano il diritto di prendere un caffè in pace). Barcellona ha “soltanto” 34 milioni di turisti l’anno, contro i 30 milioni che abbiamo noi a Venezia. Ma di fronte ai 55.000 abitanti di Venezia, Barcellona ne ha ben 1 milione e 600 mila (3 milioni e 200 mila nell’area metropolitana). Eppure la città si sente minacciata nella sua integrità sociale e sta esercitando una funzione di guida della protesta delle città d’arte contro gli eccessi di turismo. In questi giorni è alla ribalta per un problema che preoccupa anche noi di Venezia (e dovrebbe preoccuparci in ben altra e maggiore misura): il proliferare di alberghi e di appartamenti in affitto. Risulta infatti che nel Barrio Gotico, il quartiere antico del centro, il numero di turisti comincia ad avvicinarsi a quello dei residenti (a Venezia la media giornaliera è di 80 mila turisti contro i 55 mila residenti). “Noi ci battiano per la decrescita turistica e per una revisione dell’offerta turistica” spiega una residente ai giornalisti di Le Monde nell’articolo che citiamo. “Non possiamo più sopportare che il centro si svuoti di abitanti e di negozi di vicinato”. Suona familiare? Ma la sindaca della città, Ada Colau, sembra più sensibile al problema di quanto sia il sindaco che abbiamo eletto noi. E’ la persona, come si ricorderà, che aveva già dichiarato che non voleva che Barcellona facesse “la fine di Venezia” e che, secondo Le Monde, “ha fatto della lotta contro il turismo di massa il suo cavallo di battaglia”. Ecco allora che ha messo a punto un provvedimento per “limitare la nascita di nuovi hotels”. Così annuncia Le Monde in un articolo pubblicato oggi 14 febbraio, di cui vi riportiamo il link sull’internet e (in pdf) il testo intero da noi acquistato per due euro. Grazie a un “corpo d’ispettori dedicati alla caccia agli abusivi” e a un appello agli abitanti perché “denuncino gli appartamenti turistici illegali” sta restituendo al centro storico la sua vita locale. “Negli ultimi sei mesi ho ordinato la chiusura di un migliaio di appartamenti turistici illegali”, ha dichiarato. E ora ha lanciato un PEUAT, o Piano Speciale Urbanistico per gli Appartamenti Turistici, che divide la città in quattro zone, prevede controlli rigorosi sulle strutture esistenti e proibisce qualsiasi nuova struttura alberghiera o extra-alberghiera nella zona centrale, mentre ne autorizza 4 mila nelle zone della periferia più lontana. Un Piano che se applicato a Venezia con le opportune modifiche vedrebbe forse dimezzarsi il numero di appartamenti usati per affitti turistici e aiuterebbe la rinascita della residenza in città.
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