Carnevale, un po’ di lirica anche per noi.

Carnevale, un po’ di lirica anche per noi.

Trionfante il sindaco Brugnaro a bordo della peata che chiudeva il corteo delle remiere (pagate per partecipare). Estasiate l’assessora al Turismo e la presidente del consiglio comunale che fingevano di saper vogare su una caorlina, con “tecnica poca ma molto cuore” (il Gazzettino). Addirittura “lirico” (ancora dal Gazzettino) il presidente degli esercenti veneziani: “”Vi voglio bene, oggi qui siete voi il Carnevale”. Sulle loro barche entravano nell’affollatissimo rio di Cannaregio, dove venti o trenta mila persone cercavano di allungare il collo per vedere qualcosa di “veneziano”, di “genuino”, di “popolare”.
Prima giornata del primo dei tre fine settimana che segnano il carnevale del 2017. Una metafora di quanto sta accadendo alla città e di quello che sarà il suo futuro.  Il “veneziano” non fa tempo a dichiararsi tale che viene assorbito e travolto dalla macchina turistica.  Proprio in questi giorni la compagna di un famoso vogatore apre un locale in un campo di grande passaggio e lo chiama “Fritoin del gondolier”, con il personale in divisa da gondoliere: genuino e popolare. Gli stessi abitanti dei sestieri non si accorgono quasi più di quanto la città sia privata della sua antica bellezza e anche della sua dignità. Il leone di San Marco è diventato un “logo” al servizio della famigerata (per i pochi che la pensano come chi scrive) società comunale “Vela”, che vende i biglietti, organizza gli eventi, conduce città e abitanti giù per la china del finto sviluppo, lo sviluppo dei bicchieri di vino chiamati “ombrette” e venduti nei bar con coperchietto di plastica da asporto. Lo sviluppo delle “serenate” nei canali comprese nel prezzo del fine settimana all’albergo. Il sindaco soddisfatto guarda la folla che blocca il passaggio sul ponte delle Guglie, pensa alle navi da crociera che verranno in Marittima, agli alberghi che si stanno costruendo a Mestre e sulla gronda lagunare e parla in un breve discorso ai turisti accalcati sulle rive dei “posti di lavoro” che si apriranno grazie a lui per i giovani che stanno “puntando sull’artigianato”. Impareranno a preparare i cicchetti, lasciando le università ad altri ragazzi meno favoriti dalla sorte.

Contrarie alla corrente, e vero balsamo per queste malinconie, le parole della consigliera del Pd Monica Sambo, che riportiamo nel secondo articolo della Nuova Venezia qui sotto:   «È così che si rilancia
la città ?», ha scritto, «un ammasso di gente che è arrivata da stazione e piazzale Roma con bibite al seguito. Ha guardato (per chi c’è riuscito) lo spettacolo, ha bloccato il passaggio (attraversare il ponte era impossibile) ha abbandonato immondizia per strada ed è ritornato indietro».

 

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