Palazzo Grimani, troppo raffinato per il nostro turismo

Palazzo Grimani, troppo raffinato per il nostro turismo

(Immagine dapalazzogrimani.org: una sala di Palazzo Grimani). La notizia è triste sia per quanto riguarda uno splendido esempio di arte e storia veneziane sia per quello che ci dice sulla sorte dei beni comuni quando si cerca di recuperarli e sostenerli come centri culturali. Il magnifico palazzo Grimani in ruga Giuffa, da poco restaurato in modo esemplare e con i costi di ogni ottimo restauro, non riesce ad autosostenersi e dovrà chiudere al pubblico, salvo per poche simboliche ore nei fine settimana.
Si tratta di un monumento di tale bellezza e importanza che diventa necessario chiedersi: in una città che riceve trenta milioni di visitatori l’anno, dei quali ben 10 milioni pernottano negli alberghi e appartamenti, com’è possibile che pochissimi, quasi nessuno, vengano ogni giorno a visitarlo? Devono essere certamente mancate la competenza imprenditoriale e l’immaginazione da parte dei gestori dei musei cittadini (dei quali il palazzo fa parte). E’ mancato un lavoro di capillare informazione e di accorta gestione anche di eventi e di mostre temporanee.
Ma la cosa ci spinge a riflettere anche sul tipo di turismo del quale Venezia è oggetto. Dei circa 80.000 visitatori che costituiscono la media giornaliera, quanti andrebbero a visitare palazzo Grimani anche se fossero informati della sua esistenza, quando hanno solo da tre a cinque ore a disposizione per l’intera città, compresa la pausa pranzo? Quanti invece preferiscono spendere i preziosi minuti a esplorare le bancarelle di souvenir, alla ricerca della mascherina o borsetta meno costose? E quale bisogno ha la città di quel turismo ingombrante e frettoloso, poco interessato all’arte e alla storia e molto di più al selfie e alla collanina? Riportiamo qui sotto un articolo della Nuova Venezia.

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There are 4 comments for this article
  1. Labiche at 8:39

    Un des plus beaux palais de Venise. Caché au bout d’une toute petite rue, il fallait le trouver mais comme souvent à Venise il faut savoir s’éloigner des passages obligés et aller à l’aventure. Je l’ai visité trois fois avec à chaque fois le même étonnement devant tant de beauté et
    de raffinement. Quelle décision absurde !

  2. Daniele Maso at 19:01

    Dov’è il ministero dei Beni culturali? Dov’è la FAI? Dov’è il comune di Venezia? Le presunte giustificazioni credo siano effimere di fronte alla storia, agli investimenti e, soprattutto al valore artistico impagabile! Per una qualsiasi altra Città del mondo sarebbe un fiore all’occhiello che meriterebbe da solo, una visita!

  3. Comitato Ultimi Veri Venexiani at 21:51

    Finché non si capirà che il pestifero turismo di massa è la causa primaria del disastro veneziano e non si provvederà a riqualificare l’attuale marea di ignoranti condotti per mano da organizzazioni “foreste”, il cui interesse è solo il vile denaro, la fine della millenaria Civiltà Anfibia è assicurata.

  4. lkino at 20:56

    che novità! gli italiani sono analfabeti visivi come hanno deciso le diverse riforme scolastiche dagli anni “70 ad oggi