Controlli di vicinato, un’arma a doppio taglio

Controlli di vicinato, un’arma a doppio taglio

(Immagine dal Corriere del Veneto). I giornali riportano una decisione del sindaco di Venezia d’istituire anche nel nostro Comune un centro di “controlli di vicinato”, un “coordinamento tra amministrazione, forze dell’ordine e cittadini” in grado di ricevere da parte dei cittadini segnalazioni di atti contrari alla legge o forse anche soltanto al decoro. Mentre il Corriere del Veneto parla esplicitamente di “ronde civiche”, la Nuova Venezia riposta alcune parole che escluderebbero tale interpretazione: “”Niente ronde, hanno sottolineato Brugnaro e Gavagnin, ma una collaborazione tra vicini per instaurare un clima di sicurezza” . Tuttavia si tratta di un “coordinamento” tra vicini che sembra avvicinarsi molto a una forma di “ronda”: si tratta di costituire delle “associazioni di vicinato” in cui, come riferisce il Corriere del Veneto, “ogni zona ha un suo coordinatore che raccoglie le segnalazioni dei vicini e fa riferimento alla centrale operativa della polizia municipale”. Non dunque un numero telefonico diretto per i cittadini, ma il passaggio attraverso un “coordinatore”, il che può far pensare a gruppi orientati politicamente . Desta qualche
preoccupazione anche la gamma dei comportamenti da segnalare, tra i quali vediamo inserito anche il “vagabondaggio” (oltre a “prostituzione e spaccio”, a quanto riferisce il Corriere del Veneto), termine vago che potrebbe dare origine a sanzioni lesive della libertà e dignità di cittadini sfortunati o non disposti a vivere secondo un totale conformismo.
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