Biciclette, il nostro comune vuole le auto

Biciclette, il nostro comune vuole le auto

(Immagine dalla Nuova Venezia: gli “stalli” per le biciclette a Mestre). Mentre la città di Parigi paga 25 centesimi di euro a chilometro ogni giorno a chi va al lavoro in bicicletta, il Comune di Venezia fa di tutto per incoraggiare le automobili e ostacolare le due ruote. Dopo aver dimezzato il costo del parcheggio in centro a Mestre e ridotto le zone a traffico limitato, ora il sindaco Brugnaro ha imposto una tassa di 50 centesimi al giorno per parcheggiare le bici nell’apposito spazio a piazzale Cialdini. Così il nostro Comune va contro la storia oltre che contro la salute dei cittadini. Come forse prevedibile il “bici-park” è rimasto vuoto e le biciclette parcheggiate altrove. Ma l’assessore alla mobilità Boraso ha annunciato che farà “rimuovere tutte le biciclette che sono parcheggiate fuori dagli stalli consentiti“, perché “il decoro della città si combatte anche rispettando le norme” (citiamo dalla Nuova Venezia).  Per una curiosa inversione di valori, il decoro consisterebbe nell’avere tante automobili e poche biciclette. Intanto il taglio dei prezzi del parcheggio di auto costa al Comune non solo un aumento di polveri sottili ma anche un milione di euro l’anno in mancati introiti, che saranno coperti dal turismo della Venezia insulare, come spieghiamo in un recente post.

Tanta è stata la fretta di cominciare a incassare i 50 centesimi al giorno, che il Comune ha aperto il “bicipark” prima di avere l’allacciamento della corrente elettrica. Allora ha deciso di installare un generatore provvisorio. Ma esso fa tanto rumore che ha sollevato le proteste degli abitanti. Leggete qui sotto l’articolo relativo sul Gazzettino.Bicipark vuoto MestreBicipark rumoroso

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