Lettera sul progetto di collegamento ferroviario con l’aeroporto di Tessera

Lettera sul progetto di collegamento ferroviario con l’aeroporto di Tessera

Pubblichiamo testo della lettera inviata il 20 ottobre 2020 dalla Presidente nazionale Italia Nostra, Ebe Giacometti, assieme al Presidente del consiglio regionale Veneto di  Italia Nostra, Carmine Abate, e alla Presidente sezione di Venezia Italia Nostra, Emanuela Vassallo, riguardo il Progetto definitivo del Collegamento ferroviario con l’aeroporto “Marco Polo” di Venezia.

La lettera è indirizzata al Ministro dell’Ambiente e all’Assessore all’Ambiente della Regione Veneto.

In riferimento alla procedura in oggetto, relativa al Collegamento ferroviario con l’aeroporto “Marco Polo” di Venezia, si segnalano le seguenti irregolarità procedurali nel procedimento di VIA incardinato dalla Regione del Veneto:

 

  1. violazione dell’art. 14, comma 2, della L.R. 18 febbraio 2016, n. 4, poiché la presentazione al pubblico del progetto e dello studio di impatto ambientale da parte del soggetto proponente è avvenuta ben oltre il termine dei venti giorni dalla pubblicazione degli atti prevista dal comma 2 suddetto: pubblicazione del progetto e dell’avviso 4 maggio 2020; presentazione al pubblico 8 giugno 2020, a ridosso della scadenza del termine per la presentazione delle osservazioni (14 giugno 2020);

 

  1. esclusione di Italia Nostra ONLUS dall’inchiesta pubblica indetta dalla Regione del Veneto il 5 agosto 2020 ai sensi dell’art. 24-bis del D.Lgs. n. 152/2006; la Regione del Veneto ha autorizzato la partecipazione del rappresentante di Italia Nostra solo in qualità di “UDITORE”, senza la possibilità di interagire e di formulare obiezioni e critiche, in netto contrasto con gli obiettivi e le disposizioni di legge; la motivazione addotta è stata che Italia Nostra non aveva in precedenza presentato osservazioni scritte ai sensi dell’art. 24 del D.Lgs. n. 152/2006, non avvedendosi (il Comitato tecnico VIA regionale) che si tratta di due procedimenti totalmente separati e disgiunti (uno scritto, l’art. 24, e l’altro orale, l’24-bis), e che l’inchiesta si definisce “pubblica” proprio perché dove essere allargata al maggior numero possibile di soggetti; la violazione appare ancora più grave poiché Italia Nostra ONLUS risulta essere associazione di protezione ambientale a carattere nazionale ai sensi dell’art. 13 della legge istitutiva del Ministero dell’Ambiente (legge n. 349/1986), e quindi soggetto di interlocuzione privilegiato nelle procedure che hanno ad oggetto interessi ambientali e paesaggistici;

 

  1. violazione dell’art. 24, comma 4, del D.Lgs. n. 152/2006 da parte del Comitato tecnico VIA della Regione del Veneto; il prefato Comitato, infatti, in data 13 ottobre 2020 (PROT. 434503) chiedeva per la seconda volta chiarimenti (integrando una vera e propria richiesta di integrazione della documentazione acquisita) al soggetto proponente, in palese violazione del comma 4 citato, come modificato dal D.L. n. 76/2020, nella parte in cui dispone che l’autorità competente “può, per una sola volta, stabilire un termine non superiore ad ulteriori venti giorni, per la trasmissione, in formato elettronico, degli elaborati progettuali o della documentazione modificati o integrati”; il Comitato tecnico VIA non avrebbe dovuto procedere ad una seconda richiesta di integrazioni, dando vita ad una vera e propria “procedura negoziata” non prevista dal Codice dell’ambiente, ma limitarsi ad applicare l’ultimo periodo del suddetto comma 4: “Nel caso in cui il proponente non ottemperi alla richiesta entro il termine perentorio stabilito, l’istanza si intende respinta ed è fatto obbligo all’autorità competente di procedere all’archiviazione”;

 

  1. omesso incardinamento della procedura di VIA a livello nazionale, stante le strettissime interrelazioni (denunciate dallo stesso proponente) con il PSA (Piano di Sviluppo Aeroportuale), un sistema dinamico di progetti, più che un singolo progetto una tantum, relativamente al quale vi è stata la relativa valutazione ed è attivo e a regime l’assoggettamento sistematico a procedura di COMPETENZA STATALE; nel merito, lo stesso progetto e studio di impatto presentato dal soggetto proponente confermano una totale, strettissima e problematica compenetrazione di opere, di funzionalità e di impatti con quelli aeroportuali, quindi ne devono essere integrati;

 

  1. mancato coinvolgimento nel procedimento di VIA della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per Venezia e Laguna, in relazione al progetto di totale demolizione del borgo storico di Ca’ Litomarino lungo il fiume Dese, tipico esempio di architettura rurale tradizionale dei territori di bonifica, riportato nelle mappe catastali storiche già nel 1920, e incastonato fra le anse di uno dei più rilevanti fiumi di risorgiva della pianura veneta, area dal rilevante interesse ambientale e paesaggistico e tutelata ai sensi dell’art. 142 del D.Lgs. n. 42/2004.

 

Inoltre, si rappresenta come, in relazione alla salvaguardia del sito UNESCO “Venezia e la sua Laguna”, la scrivente Associazione abbia provveduto ad informare il Comitato per il Patrimonio Mondiale (WHC) di Parigi circa la violazione da parte del progetto in esame della decisione WHC 40 COM 7B.52 (Istanbul, 2016), come richiamata da 41 COM 7B.48 (Cracovia, 2017) e da 43 COM 7B.86 (Baku, 2019), che chiede allo Stato italiano:

 

“di fermare tutti i nuovi progetti all’interno del sito, prima della valutazione intermedia del Piano di Gestione e prima della presentazione dettagliata degli interventi di sviluppo proposti con Valutazioni d’Impatto sul patrimonio (HIAs) e Valutazione Ambientale Strategica (VAS), al Centro del Patrimonio Mondiale, in conformità col paragrafo 172 delle Linee Guida Operative, ai fini della revisione degli organi consultivi”.

 

Del progetto di cui si discute, inoltre, non è stata data alcuna notizia al Comitato per il Patrimonio Mondiale, in contrasto con quanto raccomandato dal REPORT OF THE JOINT UNESCO/ICOMOS/RAMSAR ADVISORY MISSION TO THE WORLD HERITAGE PROPERTY “VENICE AND ITS LAGGON” (27-31 January 2020), che prevede di:

 

“Notificare i cambiamenti pianificati (grandi restauri o nuovi progetti di costruzione) che possono influire sull’OUV del sito al Comitato del Patrimonio Mondiale tramite il Centro del Patrimonio Mondiale il prima possibile e prima di prendere qualsiasi decisione che sarebbe difficile da invertire”.

 

Si ribadisce, infine, come Italia Nostra ONLUS sia associazione di protezione ambientale a carattere nazionale ai sensi dell’art. 13 della legge n. 349/1986 e come tale autorizzata ad intervenire e ad istruire atti nelle procedure che hanno ad oggetto interessi ambientali e paesaggistici.

 

Distinti saluti

Ebe Giacometti, Presidente nazionale Italia Nostra

Carmine Abate, Presidente consiglio regionale Veneto Italia Nostra

Emanuela Vassallo, Presidente sezione di Venezia Italia Nostra

Authored by: MRS