Patto per Venezia, l’equivoca idea di sviluppo

Patto per Venezia, l’equivoca idea di sviluppo

(Immagine da comune.venezia.it: la firma del patto). Si sa quale sia l’idea della futura Venezia che ispira la politica del sindaco Brugnaro, fondata sull’incremento del turismo di massa, sulla trasformazione della città in grande albergo diffuso, sullo scavo di nuovi canali lagunari per il passaggio delle grandi navi, su uno sviluppo del porto commerciale ai danni della gronda lagunare. Adesso queste idee, grazie a un’instancabile opera di promozione da parte del sindaco, si sono concretizzate in un’intesa con il premier Renzi (di cui Brugnaro ora sostiene il Sì all’imminente referendum) e nella spettacolare firma del mediatico “Patto per Venezia” avvenuta ieri 26 novembre a Ca’ Farsetti. Non vi è una parola nel patto sul crescente esodo della popolazione, sul decadere della qualità della vita in città, sugli incentivi per un’economia alternativa a quella turistica o almeno complementare ad essa. Il quadro che se ne deduce è quello di una Venezia Disneyland, un limone da spremere nel modo migliore e più redditizio per gli operatori economici, e in particolare turistici.
Riportiamo qui sotto la tabella degli interventi, che si trova a pagina 11 del documento sul quale Renzi e Brugnaro hanno apposto le loro firme. Si noterà che gran parte della spesa totale di 457 milioni (circa 250 per l’esattezza) sono destinati al completamento della “bonifica” di Marghera (la discussa muraglia di palancole che dovrebere impedire all’inquinamento di percolare dalla zona ex industriale alle acque lagunari). Lo scavo del Canale Trezze non è menzionato esplicitamente nella tabella riassuntiva ma compare nel testo precedente (dal quale, come riportiamo in un altro post, era stato prima espunto per esservi poi reintrodotto). Segnaliamo anche una misteriosa voce che attribuisce ben dieci milioni di euro per la creazione di “Sistemi sperimentali di gestione del turismo a Venezia (I.a tranche)”. Avendo partecipato alle recenti audizioni sulla gestione del turismo, non abbiamo dubbi che si tratterà di mettere a punto sistemi per “spalmare” il turismo anche nelle zone rimaste parzialmente residenziali e per favorire l’ingresso senza limiti per chi potrà pagare dei  “biglietti d’ingresso” sempre più costosi.
Cliccare qui per il testo completo del patto.

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