Respirare a Venezia

Respirare a Venezia

Venezia, 24 dicembre 2015. La pioggia non arriva. La bora non viene a flagellare le spiagge del Lido né lo scirocco viene a portare le acque alte in calli e campielli. Siamo immersi in una nebbia autunnale, piena di fascino per un verso, ma per l’altro verso piena di cose che cose che ristagnano nell’aria e che ci tocca respirare. Abbiamo imparato le sigle: il CO2 e poi il PM 10 e il terribile PM 2,5, le polveri sottilissime che entrano nei polmoni e s’insinuano negli alveoli dove restano per decenni e fanno nascere le cellule tumorali.

A Venezia le abbiamo? Nella città insulare c’è una sola centralina, che però parla chiaro: la quantità massima consentita è stata superata un sacco di volte (66 giorni per la precisione) e ancora lo sarà perché l’arrivo del vento non è previsto nei prossimi giorni.

Allora forse dovremmo offrire un consiglio a Luigi Brugnaro, sindaco della città. E’ tempo che almeno lui, che si dice nato per l’azione, teso verso il futuro, profeta del benessere cittadino, intervenga con decisione per salvare le vite dei sui amministrati. Le statistiche sono da prendersi con cautela, ma all’Europa risulta che in Italia l’anno scorso 82 mila persone sono morte per cause dovute all’inquinamento atmosferico. Quante di queste a Venezia e a Marghera?

La centralina di Marghera ha superato i limiti per 88 volte. Quella di via Bissuola per 75. Tutte le città del mondo stanno riducendo il traffico di automobili, anche Pechino. Perfino Roma ha proibito la circolazione per tre giorni. Il sindaco di Milano implora gli abitanti perché usino solo i mezzi pubblici. Vogliamo guardare al futuro? Allora prendiamo nota che nella città di Amsterdam a partire dal 2030 solo macchine elettriche saranno autorizzate. Ma a Mestre sono stati dimezzati i costi del parcheggio nel centro perché i commercianti protestavano.

La centralina di Venezia, l’unica in città, è posta a Sacca Fisola, il più lontano possibile dai canali del centro martoriati dalle emissioni dei motori diesel di taxi e mototopi. Un sindaco serio avrebbe preteso di vedere centraline installate nel rio dei Santi Apostoli, nel Canal Grande a Rialto, nel rio di Noale. Avrebbe predisposto, invece che un parco giochi a Tessera, una legislazione per escludere i motori a scoppio da tutti i canali imponendo quelli elettrici a partire da una certa data. Dovrebbe capire che il futuro non è nell’inquinamento ma nell’aria pulita. Paradossalmente, il futuro della Laguna è nelle biciclette, nella vela e nel remo. Quello dei canali è nel silenzio e nella delicatezza estrema verso rive, ponti e porte d’acqua. Possiamo almeno esigere che durante le operazioni di carico e scarico i motori vengano spenti? O dobbiamo chiederlo noi cittadini cortesemente ai trasportatori, per sentirci rispondere di badare ai fatti nostri?

Quando il vento e la pioggia ritorneranno nessuno penserà più alle polveri sottili. E’ comprensibile da parte dei cittadini, che hanno mille cose a cui badare e non possono occuparsi di tutto. Proprio per quello hanno eletto un sindaco e dei consiglieri comunali. Ma forse anche il sindaco non aspetta altro che l’arrivo delle basse pressioni per ritornare a pensare al parco giochi di Tessera.

Consoliamoci con questo bel video su Venezia nella nebbia di Philippe Apatie, dal quale traiamo le tre immagini qui sotto.

 

 

Riportiamo qui sotto anche questo post come è stato pubblicato nel Gazzettino del 27 dicembre.

Respirare a Venezia

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There are 3 comments for this article
  1. angelo marzollo at 23:16

    Questo articolo del nostro redattore esprime un interesse al bene comune che in questo caso richiede almeno le misure pubbliche delineate. Vi si oppone il fatto che per le attuali autorità pubbliche, in primis il sindaco, il bene comune non è affatto una priorità, ma lo sono alcuni interessi particolari. La questione è profonda e grave, poiché il sindaco è eletto di cittadini., Anche se con un sistema per cui l’ineguale disposizione di fondi per la campagna elettorale favorisce i candidati più “ricchi”. Un altro modo di constatare che la ricchezza e gli interessi economici particolari prevalgono sulla democrazia sostanziale, Finchè non si viola le legge e qualche magistrato può intervenire, chiudendosi pero la possibilità di trasformarsi in uomo politico, perché gli sono contrari i poteri che non lo gradiscono e le persone che temono l’applicazione della legge. E’ successo proprio questo , recentemente, a Venezia.Credo che abbiamo perso un’ultima occasione, e che ne siamo responsabili, di questo prevalente disinteresse al bene comune.

  2. angelo marzollo at 23:16

    Questo articolo del nostro redattore esprime un interesse al bene comune che in questo caso richiede almeno le misure pubbliche delineate. Vi si oppone il fatto che per le attuali autorità pubbliche, in primis il sindaco, il bene comune non è affatto una priorità, ma lo sono alcuni interessi particolari. La questione è profonda e grave, poiché il sindaco è eletto di cittadini., Anche se con un sistema per cui l’ineguale disposizione di fondi per la campagna elettorale favorisce i candidati più “ricchi”. Un altro modo di constatare che la ricchezza e gli interessi economici particolari prevalgono sulla democrazia sostanziale, Finchè non si viola le legge e qualche magistrato può intervenire, chiudendosi pero la possibilità di trasformarsi in uomo politico, perché gli sono contrari i poteri che non lo gradiscono e le persone che temono l’applicazione della legge. E’ successo proprio questo , recentemente, a Venezia.Credo che abbiamo perso un’ultima occasione, e che ne siamo responsabili, di questo prevalente disinteresse al bene comune.

  3. angelo marzollo at 23:16

    Questo articolo del nostro redattore esprime un interesse al bene comune che in questo caso richiede almeno le misure pubbliche delineate. Vi si oppone il fatto che per le attuali autorità pubbliche, in primis il sindaco, il bene comune non è affatto una priorità, ma lo sono alcuni interessi particolari. La questione è profonda e grave, poiché il sindaco è eletto di cittadini., Anche se con un sistema per cui l’ineguale disposizione di fondi per la campagna elettorale favorisce i candidati più “ricchi”. Un altro modo di constatare che la ricchezza e gli interessi economici particolari prevalgono sulla democrazia sostanziale, Finchè non si viola le legge e qualche magistrato può intervenire, chiudendosi pero la possibilità di trasformarsi in uomo politico, perché gli sono contrari i poteri che non lo gradiscono e le persone che temono l’applicazione della legge. E’ successo proprio questo , recentemente, a Venezia.Credo che abbiamo perso un’ultima occasione, e che ne siamo responsabili, di questo prevalente disinteresse al bene comune.