Berengo Gardin: “Mi sento preso in giro”

Berengo Gardin: “Mi sento preso in giro”

Ecco l’intervista di Gianni Berengo Gardin con la Nuova Venezia dopo l’annuncio della trovata del sindaco Brugnaro che rimanda la mostra delle sue fotografie di navi da crociera e la unisce a una mostra dei progetti del Comune di scavare nuovi canali d’accesso.


L’irritazione del grande fotografo: «Il sindaco vuole che rinunci all’esposizione»
«Ho già bloccato il catalogo, cosa c’entrano le mie immagini con il suo progetto? Mi sento preso in giro non vogliono le mie foto»

Berengo protesta«Sono veramente molto arrabbiato per questa situazione. Mi sento preso in giro. La mia impressione è che questo slittamento della mia mostra delle fotografie sulle grandi navi, prevista a Palazzo Ducale, nasconda in realtà la volontà del nuovo sindaco Luigi Brugnaro di non organizzarla».

Gianni Berengo Gardin non ha preso decisamente bene la notizia, comunicatagli solo pochi giorni fa, che la mostra di fotografie sui “Mostri di Venezia” che da circa due anni cerca di portare in laguna, sia rinviata a data da destinarsi rispetto a quella già fissata per la sua apertura: il 18 settembre. «Non c’è ancora una nuova data certa», spiega ancora il grande fotografo, «e tutto è lasciato nel vago. La motivazione del sindaco per lo slittamento è poi quella che debba diventare una mostra “mista”, dove accanto alle mie fotografie sulle grandi navi, ci siano le tavole del progetto che il Comune sta predisponendo per la via alternativa al passaggio da San Marco. Ma a me questo non interessa. Che rapporto ci può essere tra le mie immagini sull’impatto delle navi da crociera su Venezia e queste tavole di un progetto che interessa prima di tutto al sindaco? Non erano questi gli accordi presi con la Fondazione Musei Civici, non capisco il cambiamento di programma, che credo preluda a una rinuncia definitiva a ospitare la mostra a Venezia, mettendomi nelle condizioni di rifiutare».

Ci sono già delle conseguenze allo stop – almeno temporaneo – alla mostra a Palazzo Ducale con le immagini delle grandi navi di Berengo Gardin. «In contemporanea con la mostra a Palazzo Ducale», spiega ancora il fotografo, «era prevista la pubblicazione di un catalogo, con contributi critici importanti, a cui tenevo molto. Saputo del rinvio a data da destinarsi della mostra, abbiamo bloccato tutto. Voglio anche ricordare che con la Fondazione Musei Civici Veneziani abbiamo stilato un impegno scritto per l’organizzazione di questa mostra a Palazzo Ducale e voglio capire dunque cosa succederà». Si profilano dunque anche possibili risvolti legali, se tutto dovesse andare a finire nel peggiore dei modi.

Sembra un destino, per Gianni Berengo Gardin, quello di non riuscire a esporre a Venezia in uno spazio pubblico – come vorrebbe – le sue immagini forti, dedicate al problema del passaggio delle grandi navi in bacino di San Marco, dopo averle esposte per la prima volta lo scorso anno, per iniziativa del Fai – il Fondo per l’Ambiente Italiano – a Villa Necchi Campiglio a Milano. «La mostra a Venezia la voglio fare», dichiarò allora, «ma in uno spazio pubblico, proprio perché il problema del passaggio delle navi da crociera e il loro impatto sulla città è un problema di tutti. È singolare che il Comune e il sindaco uscente abbiano preso posizioni contro il passaggio delle grandi navi da San Marco e poi non abbiano voluto questa mostra che ne documenta l’impatto. Nessuno mi ha mai fatto sapere esplicitamente che non voleva la mostra con le immagini delle grandi navi in Bacino, ma mi hanno fatto sapere che c’erano problemi di spazio, di calendario o di natura organizzativa, senza mai arrivare a una risposta precisa, fino a indurmi a rinunciare». Da Orsoni a Brugnaro, un copione che sembra destinato a ripetersi.

Enrico Tantucci

Authored by: Administrator

There are 2 comments for this article
  1. Mauro Stoppa at 7:58

    sul nuovo sito la risoluzione e’insuficiente per la lettura

    • Administrator at 12:42

      Grazie per la segnalazione. Ne abbiamo tenuto conto per migliorare la leggibilità dei testi delle immagini oppure, come in questo caso, inserendo il testo vero e proprio.