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(Immagine: una bella passeggiatina nelle Mercerie). Siamo stati forse i primi a diffondere ieri sulla rete l’articolo di Repubblica che si apriva con l’allarmata frase del sindaco di Barcellona, Ada Colau: “Non vogliamo fare la fine di Venezia”, con riferimento alla progressiva invasione di turisti che sta degradando la bellezza e la qualità della vita nella sua città. L’articolo annunciava che per iniziare a combattere il fenomeno il sindaco Colau aveva bloccato almeno per un anno ogni licenza di aprire nuove strutture ricettive. Barcellona, città di un milione e mezzo di abitanti, ha circa 70 mila posti letto contro i 30 mila di Venezia con i suoi 56 mila abitanti. (Non è noto il numero degli escursionisti di un giorno, che a Venezia portano il numero totale di visite a circa 30 milioni l’anno, mentre a Barcellona si parla di 27 milioni). Di fronte alle proteste dei cittadini, il sindaco di Barcellona ha ritenuto opportuno correre ai ripari, sospendendo anche progetti già avviati di costruire nuovi alberghi per ben 400 milioni di euro.  I veneziani, anziché prendere l’esempio dalla città spagnola, hanno pensato bene di ritenersi offesi dalle parole di Ada Colau. Come si permette di affermare in pubblico che a Venezia c’è un eccesso di turismo? Il deputato Pd Andrea Martella ha presentato un’interrogazione parlamentare e ritiene quelle parole “una dichiarazione lesiva dell’immagine” di Venezia. Il pd Pier Paolo Baretta, veneziano e sottosegretario al’Economia, ammette che “abbiamo un problema”, ma si affretta a precisare che “non possiamo risolverlo con provvedimenti analoghi a Barcellona”.

Ma le “dichiarazioni lesive dell’immagine di Venezia” si trovano in tutti i giornali e le riviste del mondo. Mentre a Venezia si cerca in tutti i modi di sistemare altri milioni di visitatori con nuovi terminal crocieristici, i media stanno rapidamente prendendo Venezia a esempio di comportamento da evitare. Solo i rappresentanti del popolo preferiscono ritenersi offesi da una denuncia della verità anziché prenderne lo spunto per correre ai ripari. La Venezia città d’arte e di bellezza, dove si veniva a vivere per cercare un’alternativa alle folle delle metropoli, si allontana sempre di più dai nostri orizzonti.

Leggi qui sotto l’articolo sul Gazzettino.

Turismo_reazioni_a_denuncia

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