Brugnaro s’insedia, c’è di che preoccuparsi

Brugnaro s’insedia, c’è di che preoccuparsi

(Immagine dalla Nuova Venezia: Luigi Brugnaro entra a Ca’ Farsetti). La Nuova Venezia di oggi 16 giugno riporta la conferenza stampa tenuta dal neo eletto sindaco a Ca’ Farsetti il giorno dell’insediamento ufficiale. Circondato dai suoi alleati, Brugnaro ha elencato alcuni dei principi ai quali s’ispirerà la sua amministrazione. Per Mestre (alla quale deve la sua elezione), abolizione delle zone blu e della ztl, nel nome della libertà di traffico e di commercio; sui plateatici (riferendosi evidentemente a Venezia insulare), “non staremo a misurare le tende dei negozi”. Grandi navi

nella massima possibile abbondanza, con passaggio per il canale Vittorio Emanuele. Tentativo di richiamare Pierre Cardin con la sua Torre e Zamparini con il suo stadio. La cultura e la storia come esche per il turismo,e ancora più eventi da programmare: “dobbiamo rilanciare gli eventi se vogliamo attirare un turismo di qualità”. Sul traffico per le calli e sulle resse nei  vaporetti, non una parola. Sul Lido invece, rinasce l’idea della darsena all’Ospedale al Mare: “dobbiamo ricomprarci l’Ospedale al Mare e poi trovarci nuovi investitori”. E basta con queste esitazioni davanti a interventi sulle acque lagunari: se un canale non è abbastanza profondo, “scavémo, no? Che ci vuole?” Purtroppo dalle parole di Brugnaro i progetti di sviluppo compatibile e sostenibile sembrano assimilati alla famigerata “cultura del no”. I “sì” di chi li sostiene non vengono neppure menzionati: il centro d’interscambio merci, la gestione dei flussi turistici, il recupero di campi e calli dall’invasione di bancarelle. Quello per lui sembra essere il “partito del no”. Il “sì” per lui sembra essere uno scalmanato sviluppo in tutte le direzioni, purché porti quattrini. Speriamo di sbagliarci, e un’indicazione ce la darà tra una decina di giorni la lista degli assessori che il nuovo sindaco chiamerà accanto a sé.
Leggi il resoconto della conferenza stampa sulla Nuova Venezia.
Vedi l’articolo di Francesco Furlan sulla Nuova Venezia online.

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