Venezia indifferente al suo destino

Venezia indifferente al suo destino

Soltanto il 49.03% degli aventi diritto si è presentato alle urne per votare il nuovo sindaco di Venezia. Il totale potenziale era di 211.720 persone, ma solo 103.827 hanno votato. Dato che la differenza tra i voti del candidato vincitore e quelli del perdente è stata di soli 7.000 voti, è chiaro che la vera decisione l’hanno presa gli astenuti. Ma chi sono, e perché non sono andati a votare?
Sembra ragionevole supporre che le persone la cui vita economica o sociale può essere influenzata dalle decisioni dell’amministrazione non si siano astenute. Pensiamo soprattutto ai commercianti, agli imprenditori grandi e piccoli, ai tanti autonomi come tassisti, gondolieri, guide e accompagnatori turistici, operatori delle navi da crociera. Insomma, le “categorie” che con i candidati si sono incontrate prima delle elezioni, che hanno stretto accordi e che hanno forti interessi in gioco. E avranno votato anche quelli che, pur non direttamente interessati, hanno a cuore il bene comune e ritengono che esso possa essere garantito meglio da un candidato o dall’altro.
Restano gli indifferenti e gli arrabbiati. Questi ultimi sono pochissimi: sono le persone talmente deluse dai programmi di entrambi i candidati, o dall’agire dei loro partiti nel passato, che pensano di punirli o di sfogare parte della loro indignazione astenendosi dal voto (farebbero forse meglio a votare scheda bianca, ma molti non si vogliono scomodare).
Gli indifferenti sono invece la grande maggioranza. Pensionati la cui vita non cambierebbe; lavoratori dipendenti; studenti distratti ed egoisti; nel caso di Venezia e Mestre, lavoratori del turismo di massa, come i commessi delle bancarelle, i camerieri dei tanti bar, caffè e pizzerie. Quale sia il destino di Venezia per loro non conta nulla. Non li riguarda, anche perché loro non ci saranno più. Loro non leggono i giornali, non vanno alle manifestazioni, parlano solo di calcio, di sesso e dell’aumento dei prezzi. Non hanno mai letto un libro. Sono la preda ideale per chi vuole invece favorire i gruppi che mirano, nel caso di Venezia, ad aumentare il loro volume d’affari con altro turismo, altre bancarelle, altro traffico acqueo. Sono sempre stati una parte consistente della popolazione. Da qualche anno sono in aumento e con quest’ultima votazione sono diventati la maggioranza.
Leggi qui i dati ufficiali dell’affluenza.

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