Amaro in bocca

Amaro in bocca

Pubblichiamo il testo di un documento congiunto (qui in pdf), a cura delle associazioni firmatarie, in merito a quanto emerso nel recente dibattito pubblico promosso dal Consorzio Venezia Nuova sulle opere in oggetto.

Osservazioni e proposte unitarie 
per la mitigazione paesaggistica e ambientale delle opere del MoSE
alle Bocche di porto e alle testate dei litorali

  • La fase ora avviata di trasparenza e di consultazione non deve far dimenticare i precedenti e le carenze della progettazione fornita da alcuni docenti IUAV: in solitudine, senza confronto con la città e senza riscontri per la didattica.
  • Sorprende in particolare che opere dello Stato, di questa delicatezza, siano in corso di realizzazione malgrado l’omissione delle obbligatorie valutazioni di incidenza ambientale (VIncA).
  • Resta ferma l’importanza di realizzare tutte le dovute compensazioni ambientali, valutandone e monitorandone convenientemente esecuzione ed effetti.
  • Per le opere alle bocche di porto connesse alla diretta gestione del MOSE – coerentemente con la scelta progettuale di un sistema sommerso – l’impatto paesaggistico va ridotto al minimo possibile:
    1. bisogna ridurre le altezze degli edifici destinati a contenere le sale di controllo in loco a non oltre i tre-quattro metri sopra le testate paraonde, all’altezza cioè sufficiente a garantire una buona visibilità verso l’acqua;
    2. si devono ridurre (eliminare) gli pseudo mascheramenti che in realtà nulla mascherano ma che servirebbero solo ad una impropria caratterizzazione architettonica dei luoghi aggiungendo in sostanza un carattere di monumentalità estraneo alle opere di ingegneria;
    3. bisogna trattare e mimetizzare i volumi con materiali non particolarmente visibili e riflettenti anche da lontano;
    4. va eliminata ogni illuminazione notturna che evidenzierebbe inutilmente gli edifici (l’inquinamento luminoso verso la Laguna è stato vietato anche dalle prescrizioni della Commissione di Salvaguarda e dalle norme vigenti (direttiva 2009/147/CE, decreto legislativo n. 42/2004 s.m.i.);
    5. l’isola novissima del MoSE deve essere attraversabile dalla Laguna fino all’affaccio sul mare, senza che siano realizzate opere che possano pregiudicare eventuali connessioni e integrazioni (che saranno comunque oggetto di future separate valutazioni);
    6. le testate dei litorali ai margini degli impianti del MoSE corrispondono ad aree naturali di grande interesse (SIC e ZPS): in base agli impegni di compensazione ambientale assunti dal Governo a seguito della procedura di infrazione europea, ed alla provvisorietà prescritta per le piattaforme provvisionali di cantiere, devono essere riprogettate con vincolante attenzione alla preminenza della qualità naturalistica e paesaggistica;
    7. l’area in particolare di Pellestrina Nord, corrispondente al confronto irrisolto nella presente progettazione fra conca di navigazione, percorsi e ripascimento dell’arenile, va sottoposta ad una progettazione unitaria anche riferibile all’esito di un opportuno concorso di idee per la riqualificazione ambientale, paesaggistica e funzionale del sito;
    8. l’accessibilità alle bocche di porto e alle testate dei moli deve essere garantita ai cittadini solo con accessi pedonali e ciclabili, e limitata ai mezzi meccanici di solo soccorso e di servizio garantendo controlli rigorosi;
    9. nelle aree limitrofe, l’uso deve essere compatibile con la tutela del carattere naturalistico dei luoghi, senza realizzare nuovi edifici e attrezzature attrattive di carico antropico;
    10. negli interventi di nuova naturalizzazione vanno evitate, nelle forme e nei materiali, inopportune artificialità;
    11. vanno verificati i possibili aspetti di inquinamento acustico derivati dal funzionamento dei macchinari;
    12. nel centro visitatori va allestita oltre all’informazione tecnica anche la narrazione storica delle vicende della Laguna e di quelle istituzionali, penali e sociali legate alla costruzione del MoSE.

Lidia Fersuoch, Italia Nostra – Sezione di Venezia
Marco Zanetti, associazione Venezia Cambia
Michele Boato, Ecoistituto del Veneto
Salvatore Lihard, associazione Comitato Ambientalista Altro Lido
Jacopo Capuzzo, WWF Venezia e Territorio
Giampaolo Pamio, Sez. Venezia LIPU

(n.b.: sono fatte salve le osservazioni presentate singolarmente dai sottoscrittori del presente documento)

Venezia, 23.07.2018

Authored by: LR