Navi, la soluzione semplicemente non c’è

(Immagine dalla Nuova Venezia). Per chiarire ulteriormente le idee dei nostri lettori (che immaginiamo confusi quanto noi dalle notizie contradditorie che si susseguono sull’argomento) riportiamo un articolo di Enrico Tantucci sulla Nuova Venezia, che fa ancora una volta il punto sulla questione delle navi da crociera. Quanto avevamo anticipato nei giorni scorsi è ora confermato dal giornalista: non è vero che la soluzione “Marittima via canale Vittorio Emanuele” sia tale da non richiedere nuovi scavi. Forse non un nuovo canale: ma si tratta di giochi di parole, dato che occorrerebbe portare il canale Vittorio Emanuele da 5 o 6 metri di profondità a circa 12, scavando tra l’altro dei fanghi altamente tossici che non si saprebbe dove scaricare. E occorrerebbe a Marghera un bacino d’evoluzione di dimensioni spaventose. Aggiungiamo anche un breve articolo di Gianni Favarato che ha intervistato il capo dei piloti del porto, secondo il quale far passare le crociere per i canale dei Petroli creerebbe gravi difficoltà per il traffico commerciale. Insomma, Venezia non è fatta per ospitare quei giganti del mare, anche se i turisti che portano non fossero già da soli un problema. Le navi non ci stanno, cari veneziani. Newppure al Cavallino le vogliono e si stanno organizzando per un ricorso al Tar, come riferisce un altro articolo che riportiamo qui sotto. . Che se ne vadano altrove, in attesa che le potenze mondiali rinsaviscano e le proibiscano del tutto anche dagli altri mari e dai poveri oceani, che stanno già soffrendo abbastanza.

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There are 2 comments for this article
  1. daniele at 9:15

    Quella del canale Vittorio Emanuele non può essere la soluzione si rischia il caos , le grandi Navi devono andare fuori dalla laguna come ha ben precisato il senatore Felice Casson …come pure sono pertinenti le osservazioni “tecnico-pratiche” del presidente Vtp Sandro Trevisanato: ” La coesistenza con le navi merci nel canale dei Petroli richiede una gestione matematica dei convogli; inoltre il tragitto per l’approdo in Marittima per i transatlantici raddoppia, con maggiori costi per il carburante a bassa emissione ma anche per rimorchiatori e piloti”…. Non si può mediare ad un compromesso le cui soluzioni interne sono di fatto tutte impraticabili, quindi vanno ricercate soluzioni esterna compatibili con l’ambiente lagunare….vedremo cosa dirà anche il nuovo presidente dell’Autorità Portuale, Pino Musolino…..

  2. Paolo Lanapoppi at 9:43

    Però, amico Daniele, non sarebbe più giusto semplicemente ammettere che a Venezia non vi sono le coindizioi per questo genere di traffico? Non abbiamo già anche troppi turisti? Non sarebbe meglio investire su una riconversione moderna della zona di Marghera, che potrebbe diventare un centro europeo delle economie del futuro?