Salvare il Mose perché salvi Venezia

Salvare il Mose perché salvi Venezia

(Immagine dall’espresso online: quattro paratoie arrivano a Malamocco). Ecco a che punto siamo con il Mose dopo una ventina d’anni di lavori: invece di salvare Venezia ora è il Mose stesso che ha bisogno di essere salvato. Riportiamo il link con un dettagliato articolo di Fabrizio Gatti sull’Espresso della settimana corrente. Un articolo precedente che non riusciamo per ora a riportare (di Roberto di Caro) nello stesso numero illustra con altrettanta attenzione il fenomeno del turismo a Venezia, con un titolo che fa rabbrividire: “Venezia è un imbroglio”, e un sottotitolo che recita: “Assediata da trenta milioni di turisti l’anno ma abbandonata dagli abitanti. E lasciata nel degrado dalla politica. Così la città è diventata soltanto una Disneyland triste“. L’articolo cita una sorprendente frase che attribuisce all’ex sindaco Massimo Cacciari: “Trenta milioni di turisti danno lavoro a cinquantamila persone, vogliamo mandarli a casa sull’altare della tranquillità degli amici dell’Unesco, uno degli enti più inutili al mondo?“. Se veramente le ha dette lui, queste parole, mostrano che dell’Unesco, di Venezia e della stessa vita umana l’ex sindaco non ha capito proprio niente.
Cliccare qui per l’articolo sul Mose.

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