I musei veneziani come aziende commerciali

I musei veneziani come aziende commerciali

La Nuova Venezia di oggi 5 dicembre riferisce che il sindaco Luigi Brugnaro ha definito la nomina dei consiglieri di amministrazione della Fondazione Musei Civici. Si tratta di una decisione importantissima considerando sia il numero sia l’alta qualità degli undici musei gestiti dalla Fondazione: Palazzo Ducale, Museo Correr, Ca’ Rezzonico, Ca’ Pesaro, Museo del vetro, Museo di Storia Naturale, Museo di Palazzo Mocenigo, Palazzo Fortuny, Museo del merletto, Casa di Carlo Goldoni, Torre dell’orologio.
Il Consiglio di amministrazione, a quanto risulta dalla pagina “Trasparenza” della Fondazione, è composto da quattro persone, incluso il sindaco che di diritto ne è il vice-presidente. I quattro membri nominano il presidente. I membri attuali (chiamati “consiglieri”) sono Alvise Alverà, Carlo Fratta Pasini e Roberto Zuccato.
Secondo quanto riferisce la Nuova Venezia, Brugnaro ha confermato nella carica Roberto Zuccato (ingegnere, presidente di Confindustria del Veneto e presidente di Ares Line, fabbrica mutinazionale di sedie e poltrone). Le nuove nomine sono:
– Bruno Bernardi, docente di Economia aziendale a Ca’ Foscari;
– Barbara Nino, già candidata alle elezioni comunali nella lista Brugnaro e consigliere dell’azienda di famiglia Amit srl, con sede a Marghera, che si occupa di recupero e smaltimento di rifiuti e bonifiche ambientali;
– Mariacristina Gribaudi, a capo dell’azienda Keyline di Conegliano, che produce chiavi e macchine duplicatrici.
A quanto scrive la Nuova Venezia sembra scontato che il nuovo consiglio eleggerà alla presidenza il professor Bruna Bernardi.
Dunque un Consiglio tutto impostato sull’aspetto aziendale anziché su quello storico e culturale, a conferma di un concetto della cultura e della musealità come fonte di ricavi da sfruttare al meglio, secondo le convinzioni del sindaco, che non a caso ha mantenuto per sé l’assessorato alla Cultura. Del presidente in pectore Bruno Bernardi la Nuova Venezia ricorda la vicinanza politica con Renato Brunetta, di cui in un’occasione avrebbe redatto anche il programma elettorale, e la presidenza del Coses, il centro di studi economici di Comune e Provincia oggi soppresso. Recentemente il professor Bernardi si è segnalato per aver co-firmato un “libro” (si fatica a considerare propriamente libro una pubblicazione che è sostanzialmente uno spot pubblicitario) a favore delle navi da crociera a Venezia.In esso si dichiara tra l’altro che l’opposizione contro le grandi navi “nasconde un’abile manovra di depistaggio per mobilitare la pubblica opinione su falsi obiettivi, soffocando così ogni altro confronto sui reali problemi della città e sulle più pressanti vicende del bilancio comunale…”
e si attribuisce quell’opposizione a “una mentalità levantina, fatta di falsi scopi, secondi fini, manovre ambigue, zone d’ombra, false denunce” (pp. 16-17).
Ecco dunque in quali mani saranno i musei veneziani per il prossimo triennio e forse più (a norma di statuto i consiglieri possono essere confermati). Naturalmente accanto al Consiglio di amministrazione esistono un Comitato scientifico e un Comitato di Direzione (diretto quest’ultimo dalla dottoressa Gabriella Belli) dai quali dipende la concreta gestione quotidiana dei musei e, si spera, il mantenimento di un livello culturale degno della città che li ospita.

Musei Bernardi

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