Mose, bocciata dai commissari la richiesta di nuovi subappalti

Mose, bocciata dai commissari la richiesta di nuovi subappalti

In merito al proseguimento dei lavori del Mose riportiamo di seguito un articolo della Nuova Venezia.

La Nuova Venezia
Mose, bocciata dai commissari la richiesta di nuovi subappalti
Le imprese in crisi avevano inviato la domanda per i lavori. Fiengo: «La data per la conclusione del Mose è giugno 2018. I finanziamenti ci sono». Nervosismo e polemiche sulle nuove regole
di Alberto Vitucci
08 novembre 2015

Da una parte licenziano e mettono in cassa integrazione. Dall’altra richiedono l’autorizzazione a nuovi subappalti. È la situazione di molte imprese del Consorzio Venezia Nuova, alle prese con la «crisi» e lo scandalo del Mose. Che si sono viste bloccare l’altro giorno dal commissario Giuseppe Fiengo una richiesta ad affidare lavori in subappalto. «La legge prevede che i subappalti si possano fare solo per prestazioni specialistiche», dice il commissario, «fino a oggi erano previste molte deroghe. Stiamo cercando di ripristinare alcune regole, come ad esempio le procedure per le Varianti e le consulenze. Dopo quello che è successo gli unici riferimenti devono essere i commissari e l’amministrazione dello Stato». Sorride, il commissario Fiengo, che insieme a Luigi Magistro si occupa della parte economica del Consorzio. E non va oltre. Ma la sua iniziativa conferma che all’interno del Consorzio del Mose permane un certo nervosismo sulla «nuova gestione». Non più affidata a un Cda espressione delle singole imprese ma a tre commissari venuti da Roma e nominati dal prefetto su indicazione dell’Autorità nazionale anticorruzione. Nervosismo che si legge anche negli equivoci delle ultime ore. Durante la visita della commissione consiliare ai cantieri del Mose l’ex direttore generale Ermes Redi si è lasciato sfuggire che i lavori del Mose si concluderanno a dicembre 2018. Ennesimo slittamento subito smentito dai commissari. «La data è giugno 2018», dice Luigi Magistro. Seconda fonte di nervosismo, i finanziamenti. «I soldi per andare avanti ci sono, gli altri arriveranno», tranquillizza Fiengo. Significa che su 5493 milioni di euro stimati ad oggi per realizzare il Mose, 5272 sono già stati stanziati, 4754 già utilizzati. Ne devono arrivare ancora 518, e poi altri 221 nella Finanziaria 2016. Ma il grosso dei fondi, dicono i commissari, c’è. Dunque, sembra il ragionamento, non c’è motivo per ritardare o bloccare i lavori. Due contratti per complessivi 129 milioni di euro arriveranno nei prossimi giorni. I cantieri dunque possono andare avanti. Altri sono i contenziosi in corso tra le imprese e il Magistrato alle Acque o i commissari del Mose. Il primo, i 27 milioni di passivo del bilancio 2014 che i soci dovranno corrispondere per quota parte. La seconda, alcune spese finite nel mirino della nuova gestione. Come la grande nave per rimuovere le paratoie (jack up) costruita da Mantovani e Fip e ancora ferma perché in attesa dei collaudi.
La terza, il risarcimento per il crollo della diga foranea costruita dalla Mantovani, per cui l’impresa rivendica il danno per «cause di forza maggiore». Intanto due cose sono certe, ribadiscono i commissari: «I finanziamenti ci sono, e il Mose si dovrà concludere entro il gigno del 2018».

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