La visita di Renzi a Venezia

La visita di Renzi a Venezia

Renzi: «Il governo è pronto a fare
la propria parte per Venezia»

L’articolo del Gazzettino – 19 ottobre

Il presidente del Consiglio: «L’Italia è una superpotenza
culturale e Venezia è un pezzo del futuro del Paese»

Renzi: «Il governo<br />
è pronto a fare<br />
la propria parte<br />
per Venezia»

VENEZIA – «Il Governo è pronto a fare la propria parte perché Venezia sia ciò che deve non solo per i veneziani ma per il mondo intero». Lo ha detto il premier Matteo Renzi, parlando a Venezia all’inaugurazione del nuovo campus economico a San Giobbe dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

«L’Italia è una super-potenza culturale – ha aggiunto – e in questo senso Venezia è un pezzo del futuro del Paese. Non immaginatela semplicemente come un museo a cielo aperto da coltivare, coccolare e apprezzare, ma poi da riempire con i ricordi e non con i progetti». «La prima misura della legge di stabilità sono mille posti per i ricercatori poi c’è una misura ‘one shot’ per 500 professori che non devono essere necessariamente all’estero. Io non sono esterofilo, non credo che all’estero ci siano i cervelli in fuga e i pancreas in patria. Chi vuole andarsene se ne vada, il mio compito è cercare di farli tornare».

«Da questo governo vi giunga la richiesta a scrivere insieme le nuove regole del gioco per l’università. Dobbiamo togliere l’Università dal perimetro della pubblica amministrazione perché non si governa l’università con gli stessi criteri con cui si fa appalto in una Asl o comune. Scommettere su criteri dove modello universitario possa essere Boston, o università inglesi o in Oriente. Vogliamo togliere università da perimetro pubblica amministrazione? Facciamolo. È anche importante avere certezza anche del percorso post laurea. Dobbiamo dire a chi crede nella ricerca: tu ci puoi provare e Ca’ Foscari è un riferimento mondiale», ha concluso.

«La formazione, a cominciare dall’Università, e il lavoro sono lo strumento per ridare vita a Venezia che oggi ha toccato il fondo, un livello toccato solo nell’immediato dopoguerra». Lo ha detto il sindaco Luigi Brugnaro al premier Matteo Renzi. Brugnaro, senza citare il debito accumulato da Venezia negli ultimi anni, ha detto che «Venezia può essere simbolo dell’intero Paese ma il lavoro qui non c’è ma se si recupera con la conoscenza e la tecnologia la città a cominciare dall’area industriale di Marghera parte la sfida per essere di servizio all’Italia». «Se l’Università funziona, e funziona – ha detto Brugnaro -, possiamo portare giovani a studiare qui e se c’è il lavoro si fermeranno in questa città e ridaranno vita a questi luoghi dove si può imparare come a Ca’ Foscari ma anche all’Università di architettura, all’Accademia delle belle arti e un Conservatorio senza pensare a quanto la città offre con la sua architettura, storia, paesaggio e musei». «L’Università – ha concluso – è un brand per Venezia e per la città metropolitana, fare del bene a questo territorio, significa fare Italia».

Dopo la cerimonia di inaugurazione della nuova sede dell’Universita di ca Foscari a San Giobbe, il presidente del Consiglio si è recato con il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, nella sede comunale di Ca’ Farsetti. Renzi ha salutato la Giunta, la presidente del Consiglio comunale, i consiglieri delegati e lo staff del sindaco. Per il deficit della casse comunali veneziane «lavoreremo con il sindaco, non entro nel merito, per i dettagli c’è tempo» ha detto Renzi. «C’è motivo di sperare – ha detto da parte sua Brugnaro – Renzi si è presentato preparato sulla vicenda, conosceva bene la situazione del Comune e per il momento non ha fatto promesse. resto fiducioso».

 

 

 

 

 

 

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