Tagli, Brugnaro comincia dalle biblioteche

Tagli, Brugnaro comincia dalle biblioteche

(Immagine dalla Nuova Venezia: la protesta dei bibliotecari licenziati). Sarà un caso, ma uno dei primi provvedimenti del nuovo sindaco Luigi Brugnaro consisterà nel mancato rinnovo del contratto di ben 18 bibliotecari. Si tratta dei componenti di due cooperative, tutti laureati come bibliotecari e archivisti e tutti assunti con stipendi molto bassi (tra i 1000 e i 1100 euro al mese secondo il Gazzettino, 7,50 euro lordi all’ora secondo la Nuova Venezia) i quali assicurano l’apertura della biblioteca comunale di Villa Erizzo sia il sabato sia la sera oltre le 18, e si occupano di aggiornamento e catalogazione della biblioteca. Il loro contratto scade il prossimo 30 giugno e Brugnaro ha annunciato che non sarà rinnovato, il che costringerà a limitare le prestazioni della biblioteca, giudicate evidentemente poco importanti per la città. I diciotto lavoratori, che per protesta si sono incatenati davanti alla porta della Vez (come viene familiarmente chiamata dai suoi frequentatori la biblioteca di Villa Erizzo a Mestre), hanno diffuso un sobrio e molto eloquente comunicato, riportato quasi per intero dal quotidiano online Venezia Today. Invitiamo i nostri lettori a leggerlo qui  sotto e ne riportiamo intanto alcune righe: “Abbiamo aperto la nuova sede della Biblioteca Pedagogica Bettini; abbiamo catalogato tutto il fondo antico e moderno perché siamo in grado di farlo solo noi. Teniamo aperti gli Archivi storici del Comune permettendo al Comune stesso di reperire documenti fondamentali altrimenti introvabili, perché nessuno tranne noi è in grado di farlo. La giornata del sabato completamente esternalizzata fra Bettini Villa Erizzo e Biblioteca regionale Settembrini fa il maggior numero di prestiti e presenze settimanali… “Brugnaro, ascoltaci”: incatenati alla biblioteca contro i licenziamenti
„E noi sempre qui, con turni improbabili, a fare da faro ai cittadini del Suo Comune”.  Tutte mansioni rinunciabili? Tutti soldi spesi in modo improduttivo? Solo chi non ha mai messo piede in una biblioteca può pensarla così.

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