La “cassa da morto” a piazzale Roma

La “cassa da morto” a piazzale Roma

È stato l’ultimo regalo della soprintendente Renata Codello, prima di essere trasferita o promossa a Roma, la “pensilina” per la fermata del tram a piazzale Roma. Colpiti dalla sua bruttezza, i veneziani l’hanno subito chiamata sui social network la “cassa da morto” o la “bara (un post sulla pagina facebook di Nicola Eremita, dalla quale traiamo l’immagine qui sopra, ha avuto ben 56 condivisioni). Un articolo di Paolo Navarro Dina sul Gazzettino del 4 giugno ne ripercorre rapidamente

la storia. Concepito dallo studio Magnani, il parallelepipedo sospeso di 32 metri, ancorato a terra da un’unica colonna, costituirebbe “una sorta di “T” come l’iniziale della parola Tram”. L’articolo riferisce che erano sorte alcune perplessità, ma “la Soprintendenza alle belle arti ha voluto metterci l’ultima parola”. In qualche modo, scrive Navarro, la forma dell’edificio “potrà favorire un gioco d’insieme con gli edifici del nuovo tribunale di Venezia” Ma poi aggiunge uno sconsolato: “Sarà”. L’edificio, del costo di 150 mila euro, dovrebbe essere inaugurato verso metà luglio. Intanto il Gazzettino ha lanciato un sondaggio sul gradimento, sul sito www.gazzettino.it. Rimane incomprensibile come una città del livello artistico di Venezia sia stata sempre incapace di dotarsi di una porta d’accesso presentabile. La storia delle vicissitudini di piazzale Roma può forse essere portata a esempio dell’incompetenza delle ultime classi dirigenti, e forse più ancora della loro indifferenza di fronte qualsiasi considerazione che non fosse elettorale o clientelistica.

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