La gronda lagunare, le scorie tossiche e il futuro della laguna

La gronda lagunare, le scorie tossiche e il futuro della laguna

Invitiamo i nostri amici a leggere e conservare due pezzi di grande giornalismo comparsi oggi 15 agosto sulle pagine “Primo piano” della Nuova Venezia a firma rispettivamente di Carlo Mion e di Gianni Favarato (non esitiamo a definire “grande giornalismo” il lavoro di ricerca e di coinvolgente presentazione offerto da quelle pagine). Nei due articoli vengono sintetizzati come meglio non si potrebbe il passato, il presente e il futuro della magnifica gronda lagunare sulla quale sono sorti gli stabilimenti di Marghera.
L’articolo di Mion racconta il presente degrado alla luce delle grandi imprese e illusioni del passato; quello di Favarato ricorda la oggi famigerata delibera del Consiglio comunale di Venezia del 1962, quando si decretava che “nella zona di Marghera troveranno posto prevalentemente quegli impianti che diffondono nell’aria fumo, polvere o esalazioni dannose alla vita umana, che scaricano nell’acqua sostanza velenose e che producono vibrazioni e rumori”. Catastrofi future preparate anche in buona fede ma oggi imperdonabili.
Oggi noi cittadini siamo impotenti di fronte all’incombente ripetersi di errori analoghi. Invece di imporre una totale bonifica dei luoghi e di preparare un piano, anche costoso, anche ambizioso e coraggioso per l’insediamento a Marghera di aziende pulite ad alta tecnologia, capaci di far risorgere l’intera economia nazionale, stiamo per approvare la trasformazione della gronda in parcheggio per container e per strade asfaltate e ferrate a disposizione di un porto commerciale che si potrebbe e dovrebbe costruire altrove, in luoghi per natura più adatti. La lusinga dei posti di lavoro sta per creare altre catastrofi, come se le aziende pulite non fornissero altrettante e più occasioni d’impiego. Manca del tutto nel Veneto e in Italia la capacità di guardare lontano. Ci si accontenta del contante fornito dal turismo e ci si appresta a violare ulteriormente l’ambiente per aggiungervi la pesante industria dei trasporti di container.
I cittadini non hanno il potere di decidere, che giustamente appartiene agli organismi eletti. La stampa e le associazioni possono mettere gli abitanti in guardia, denunciare i pericoli e le manchevolezze. Come questa consapevolezza possa trasformarsi in azione concreta rimane una delle domande più serie per una società fondata sulla democrazia.

Marghera titolo

 

Marghera articolo 1

 

Marghera articolo 2

 

Marghera Favarato

Authored by: Administrator